martedì 30 aprile 2019

L'INSEGNAMENTO DELLA MATITA

Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. A un certo punto le domandò: "Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me."
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
"E ' vero, sto scrivendo qualcosa su di te. Tuttavia, più importate delle parole, è la matita con la quae scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto."
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunchè di speciale.
"Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!"
"Dipende tutto da come guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasportarle nell'esistenza sarai sempre una persona in pace col mondo.
"Prima qualità: tu puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. 'Dio': ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.
Seconda qualità, di tanto in tanto, devo interompere la scrittura e usare il temperino. E' un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntia. Ecco perhè devi imparare ad affrontare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riiuscire a mantenere la retta via della giustizia.
Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attezione a quello che accade dentro di te.
Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto coiò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza impegnati per avere piena coscienza di ogni azione."

Nella riflessione di oggi su questo scritto, è emerso soprattutto come il passato, secondo i detenuti, non può essere cancellato.Non basta una 'gomma' per cancellare gli errori. Ci saranno sempre e molto probabilmente condizioneranno anche il pensiero che la società ha su di loro.
Ma una speranza forse c'è e la ritrovano nella seconda qualità. Pechè nonostante gli errori commessi quel 'temperino', secondo i detenuti, rappresenta le possibilità di riscatto se si compiono degli errori. Anche riscattarsi comporta inevitabilmente delle sofferenze.
Infine prendendo in considerazione la quinta qualità uno di loro dice: "Si lascia sempre un segno, nel bene e nel male, e io questo segno l'ho lasciato e di certe cose mi pento."
L'uomo sbaglia continuamente,ma non per questo deve vivere eternamente nel castigo.
E la vostra riflessione qual'è?





lunedì 15 aprile 2019

UN FUTURO INCERTO 


Per i detenuti, anzi lasciatemi dire Persone che scontano una pena, il futuro sembra così distante. 
Ci si ferma in un eterno presente in cui il passato torna a bussare come un brutto incubo.
E il futuro?
Anche quello è intriso di paure e di sperenze.
Paure perchè una volta scontata la propria pena il soggetto si trova a dover ricostruire la propria vita, tassello dopo tassello, in una società che molto probabilmente lo emerginerà, da solo, con gli affetti ormai troppo lontani.
Speranze perchè nonostante tutto quello che hanno passato e gli errori commessi la volontà di riscattarsi è grande.
Lo percepisci parlando con loro faccia a faccia.
Attraverso i loro racconti nei loro occhi vedi tanta sofferenza, tanta paura per ciò che verra ma anche tanta forza.
Una forza per cambiare se stessi e le condizioni che li hanno portati dentro quelle quattro mura.
Cambiare, anzi imparre dal proprio passato per un futuro migliore.
Un futuro in cui possono inseguire i propri sogni.

Molti di loro sono giovanissimi, hanno 20, 25, 28 anni e tutto il diritto di costruirsi una Nuova vita fuori.
Una volta usciti da questo eterno presente in cui sono "intrappolati", una volta presa consapevolezza di ciò che li ha condotti lì, una volta pagato il debito che hanno con la società, devono avere questo diritto.
Queste persone per me sono il futuro perchè guardando i loro occhi puoi vedere chiaramente un'umanità ormai dimenticata dall'uomo d'oggi.
Loro sono il futuro...Cosa possiamo fare noi per dar loro un'altra possibilità?


venerdì 5 aprile 2019

"Bisogna respirare la speranza in mezzo alla tempesta"
Il carcere è un luogo grigio, chiuso, isolato. Penso che il suo scopo principale sia quello di disumanizzare lentamente le persone, giorno dopo giorno.
Lentamente vuole prendersi i loro sorrisi, i loro sogni, la loro volontà di cambiare, i loro affetti.
Beh, vi basterà entrare e parlare faccia a facia con le persone 'rinchiuse' lì dentro per accorgervi, con grande sollievo, che non ci sta riuscendo.
Ogni giorno ti accolgono con un grande sorriso, ti raccontano le loro giornate fin troppo monotone, parlano della loro famiglia con gli occhi lucidi, raccontano dei loro sogni e delle loro speranze per il futuro.
Certo, ci sono giorni più duri in cui vedono tutto nero, in cui non hanno voglia di alzarsi dalla branda o di parlare con qualcuno. Ma daltronde sono umani anche loro no?
Loro, ogni giorno, si aggrappano alla speranza che passati quei giorni, mesi, anni rivedranno i loro affetti fuori da un'aula grigia e asettica, riprenderanno in mano la loro vita, si rimetteranno in gioco cercando di non cadere nell'oblio che in passato li ha portti a commettere dei gravi errori per i quali adesso stanno pagando con la libertà.



lunedì 1 aprile 2019

"Chi non è passato per l'esperienza di vivere dietro le sbarre, o ha rifiutato l'umiltà di imparare con i detenuti si troverà sempre nella condizione di teorico, rimarrà sempre distante dalla realtà. O si conosce convivendo, o si vivve speculando"

Mario Ottobonni, 'Vamos matar o criminoso'