sabato 8 giugno 2019

Fratelli
È incredibile la relazione che molte volte si instaura tra i reclusi, una relazione che va oltre l'amicizia.
Il compagno di sezione o di cella diventa una persona di fondamentale importanza, un fratello.
In carcere infatti, si formano dei gruppi in cui ogni persona può sentirsi realizzato, compreso e apprezzato per quello che è. 
Quello che ho potuto notare in questi mesi di tirocinio è la forza che una persona può trasmettere a l'altro con un semplice gesto.
È la speranza che accomuna ognuno di loro 
È la gioia nel sapere che il proprio compagno ha ottenuto un beneficio
È la gioia nel sapere che il proprio 'fratello' ė riuscito a cambiare strada 
È la gioia nel sapere  il proprio amico fuori da quelle quattro mura
È la speranza di poter uscire, un giorno, e rivedersi in un'altra veste
Non c'è invidia ma solo un sentimento di fratellanza nel rispetto dell'altro come a dire: il nostro passato e i nostri errori ci hanno portato qui ma ora, insieme, possiamo cambiare la nostra vita.
Entrate in un carcere e parlate con i reclusi, ascoltate le loro parole, ascoltate i loro sogni e i loro ricordi .
Toccate con mano l'umanità presente in ognuno di loro. 

martedì 28 maggio 2019

Una penna per dare voce ai propri pensieri 

C'è un mondo dentro ogni persona, ma questo mondo sfortunatamente molte volte non lo vedono tutti.
La scrittura è un modo per far scoprire il proprio mondo e,  per persone che vivono un forte disagio, una penna e un foglio possono rappresentare una risorsa importante.
Per questo, all'nterno di molti carceri e in particolare nella Casa Circondariale di Rovigo  dove ho svolto il tirocinio, alcuni volontari e operatori sono impegnati nella redazione di un giornale cotenente gli scritti di detenuti inseriti nel progetto.
Gli scritti non trattano solo di sentimenti e del mondo interiore della persona ma anche delle sue opinioni in merito ad un tema specifico o a un fatto di cronaca.
Inoltre, i partecipanti alla redazione del giornale si confrontano settimanalmente su argomenti di varia natura e scelgono il tema sul qualle focalizzarsi per poter esprimere la propria idea in merito ed elaborare uno scritto.
Questa possibilità risulta perciò di fondamentale importanza per i ragazzi detenuti, non solo per rompere la routine ma soprattutto per far uscire un pezzo del loro mondo interiore che nessuno ha mai voluto vedere da vicino.
Vi sbalordirå vedere, o meglio sentire, la profondità dei loro scritti.
È allora cosa aspettate? Dall'altra parte del muro c'è una persona.

domenica 19 maggio 2019

INCONTRI CHE LASCIANO UN SEGNO

Quando due Istituzioni apparentemente lontane si incontrano il risultato finale è sorprendende, e per certi versi addirittura inaspettato, a maggior ragione se questo incontro avviene all'interno di un Carcere.
Giovani  e adulti detenuti da una parte e adolescenti di un liceo dall'altra
Persone da ambo due le parti.
Quando si riesce a superare il muro di pregiudizi e condizionamenti è più facile vedere l'Altro. 
Perchè nella vita ci vuole un secondo per commettere un errore e anni e anni per riparare a questo errore.
Lo sanno bene i 'ragazzi' reclusi, ma non bene gli adolescenti liberi.
Ed è stato questo il messaggio che i detenuti hanno voluto lanciare.
"Quando sei in difficoltà sei convinto che non ci sono altre soluzioni se non quelle che ci hanno portato qui. Ma la verità è che altre soluzioni ci sono. Bisogna saperle trovare, sempre".
Un insegnamento che chi ha già sbagliato, e sta pagando pesantemente per i suoi sbagli vuole trasmettere.
Perchè ci vuole un attimo a sbagliare e tutta la vita per rimediare ai propri sbagli.
Quando si supera il muro dei pregiudizi si può vedere la persona che c'è dietro.
Persona con le proprie fragilità, debolezze e fortunataente con la propiria forza.
Da questo incontro Carcere-Scuola, molti ragazzi sono usciti con una visione sulla realtà carceraria, e soprattutto sulle persone che vivono lì dentro, completamente diversa e, dalla'ltra parte, i detenuti si sono sentiti responsabili di trasmettere un insegnamento positivo che loro stessi avrebbero voluto seguire al tempo.
L'ascolto e l'accoglienza, in un mondo di chiusura e diffidenza, sono la risorsa migliore.


martedì 30 aprile 2019

L'INSEGNAMENTO DELLA MATITA

Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. A un certo punto le domandò: "Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me."
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
"E ' vero, sto scrivendo qualcosa su di te. Tuttavia, più importate delle parole, è la matita con la quae scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto."
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunchè di speciale.
"Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!"
"Dipende tutto da come guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasportarle nell'esistenza sarai sempre una persona in pace col mondo.
"Prima qualità: tu puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. 'Dio': ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.
Seconda qualità, di tanto in tanto, devo interompere la scrittura e usare il temperino. E' un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntia. Ecco perhè devi imparare ad affrontare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riiuscire a mantenere la retta via della giustizia.
Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attezione a quello che accade dentro di te.
Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto coiò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza impegnati per avere piena coscienza di ogni azione."

Nella riflessione di oggi su questo scritto, è emerso soprattutto come il passato, secondo i detenuti, non può essere cancellato.Non basta una 'gomma' per cancellare gli errori. Ci saranno sempre e molto probabilmente condizioneranno anche il pensiero che la società ha su di loro.
Ma una speranza forse c'è e la ritrovano nella seconda qualità. Pechè nonostante gli errori commessi quel 'temperino', secondo i detenuti, rappresenta le possibilità di riscatto se si compiono degli errori. Anche riscattarsi comporta inevitabilmente delle sofferenze.
Infine prendendo in considerazione la quinta qualità uno di loro dice: "Si lascia sempre un segno, nel bene e nel male, e io questo segno l'ho lasciato e di certe cose mi pento."
L'uomo sbaglia continuamente,ma non per questo deve vivere eternamente nel castigo.
E la vostra riflessione qual'è?





lunedì 15 aprile 2019

UN FUTURO INCERTO 


Per i detenuti, anzi lasciatemi dire Persone che scontano una pena, il futuro sembra così distante. 
Ci si ferma in un eterno presente in cui il passato torna a bussare come un brutto incubo.
E il futuro?
Anche quello è intriso di paure e di sperenze.
Paure perchè una volta scontata la propria pena il soggetto si trova a dover ricostruire la propria vita, tassello dopo tassello, in una società che molto probabilmente lo emerginerà, da solo, con gli affetti ormai troppo lontani.
Speranze perchè nonostante tutto quello che hanno passato e gli errori commessi la volontà di riscattarsi è grande.
Lo percepisci parlando con loro faccia a faccia.
Attraverso i loro racconti nei loro occhi vedi tanta sofferenza, tanta paura per ciò che verra ma anche tanta forza.
Una forza per cambiare se stessi e le condizioni che li hanno portati dentro quelle quattro mura.
Cambiare, anzi imparre dal proprio passato per un futuro migliore.
Un futuro in cui possono inseguire i propri sogni.

Molti di loro sono giovanissimi, hanno 20, 25, 28 anni e tutto il diritto di costruirsi una Nuova vita fuori.
Una volta usciti da questo eterno presente in cui sono "intrappolati", una volta presa consapevolezza di ciò che li ha condotti lì, una volta pagato il debito che hanno con la società, devono avere questo diritto.
Queste persone per me sono il futuro perchè guardando i loro occhi puoi vedere chiaramente un'umanità ormai dimenticata dall'uomo d'oggi.
Loro sono il futuro...Cosa possiamo fare noi per dar loro un'altra possibilità?


venerdì 5 aprile 2019

"Bisogna respirare la speranza in mezzo alla tempesta"
Il carcere è un luogo grigio, chiuso, isolato. Penso che il suo scopo principale sia quello di disumanizzare lentamente le persone, giorno dopo giorno.
Lentamente vuole prendersi i loro sorrisi, i loro sogni, la loro volontà di cambiare, i loro affetti.
Beh, vi basterà entrare e parlare faccia a facia con le persone 'rinchiuse' lì dentro per accorgervi, con grande sollievo, che non ci sta riuscendo.
Ogni giorno ti accolgono con un grande sorriso, ti raccontano le loro giornate fin troppo monotone, parlano della loro famiglia con gli occhi lucidi, raccontano dei loro sogni e delle loro speranze per il futuro.
Certo, ci sono giorni più duri in cui vedono tutto nero, in cui non hanno voglia di alzarsi dalla branda o di parlare con qualcuno. Ma daltronde sono umani anche loro no?
Loro, ogni giorno, si aggrappano alla speranza che passati quei giorni, mesi, anni rivedranno i loro affetti fuori da un'aula grigia e asettica, riprenderanno in mano la loro vita, si rimetteranno in gioco cercando di non cadere nell'oblio che in passato li ha portti a commettere dei gravi errori per i quali adesso stanno pagando con la libertà.



lunedì 1 aprile 2019

"Chi non è passato per l'esperienza di vivere dietro le sbarre, o ha rifiutato l'umiltà di imparare con i detenuti si troverà sempre nella condizione di teorico, rimarrà sempre distante dalla realtà. O si conosce convivendo, o si vivve speculando"

Mario Ottobonni, 'Vamos matar o criminoso'

giovedì 28 marzo 2019

" Respira questa libertà.."



Salve a tutti
Questo è il mio nuovo blog e parlerà dei sogni e delle speranze dei ragazzi che per errori commessi  in passato si trovano ora a scontare una pena.
Venite con me a toccare con mano l'umanità che fortunatamete un luogo come il carcere non ha ancora spento del tutto.