INCONTRI CHE LASCIANO UN SEGNO
Quando due Istituzioni apparentemente lontane si incontrano il risultato finale è sorprendende, e per certi versi addirittura inaspettato, a maggior ragione se questo incontro avviene all'interno di un Carcere.
Giovani e adulti detenuti da una parte e adolescenti di un liceo dall'altra
Persone da ambo due le parti.
Quando si riesce a superare il muro di pregiudizi e condizionamenti è più facile vedere l'Altro.
Perchè nella vita ci vuole un secondo per commettere un errore e anni e anni per riparare a questo errore.
Lo sanno bene i 'ragazzi' reclusi, ma non bene gli adolescenti liberi.
Ed è stato questo il messaggio che i detenuti hanno voluto lanciare.
"Quando sei in difficoltà sei convinto che non ci sono altre soluzioni se non quelle che ci hanno portato qui. Ma la verità è che altre soluzioni ci sono. Bisogna saperle trovare, sempre".
Un insegnamento che chi ha già sbagliato, e sta pagando pesantemente per i suoi sbagli vuole trasmettere.
Perchè ci vuole un attimo a sbagliare e tutta la vita per rimediare ai propri sbagli.
Quando si supera il muro dei pregiudizi si può vedere la persona che c'è dietro.
Persona con le proprie fragilità, debolezze e fortunataente con la propiria forza.
Da questo incontro Carcere-Scuola, molti ragazzi sono usciti con una visione sulla realtà carceraria, e soprattutto sulle persone che vivono lì dentro, completamente diversa e, dalla'ltra parte, i detenuti si sono sentiti responsabili di trasmettere un insegnamento positivo che loro stessi avrebbero voluto seguire al tempo.
L'ascolto e l'accoglienza, in un mondo di chiusura e diffidenza, sono la risorsa migliore.
Un insegnamento che chi ha già sbagliato, e sta pagando pesantemente per i suoi sbagli vuole trasmettere.
Perchè ci vuole un attimo a sbagliare e tutta la vita per rimediare ai propri sbagli.
Quando si supera il muro dei pregiudizi si può vedere la persona che c'è dietro.
Persona con le proprie fragilità, debolezze e fortunataente con la propiria forza.
Da questo incontro Carcere-Scuola, molti ragazzi sono usciti con una visione sulla realtà carceraria, e soprattutto sulle persone che vivono lì dentro, completamente diversa e, dalla'ltra parte, i detenuti si sono sentiti responsabili di trasmettere un insegnamento positivo che loro stessi avrebbero voluto seguire al tempo.
L'ascolto e l'accoglienza, in un mondo di chiusura e diffidenza, sono la risorsa migliore.
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